Calendario dei compositori – giorno 53

22 febbraio: Niels Gade (1817-1890)

NIELS WILHELM GADE nasce il 22 febbraio 1817 a Copenaghen, ed è stato il più grande sinfonista danese dell’Ottocento, oltre che in generale uno dei più importanti compositori di Sinfonie del periodo tra Schumann e Bruckner. Cresciuto in una modesta casa di un costruttore di pianoforti e chitarre, se un qualche rapporto con la musica nella sua vita era scontato, meno scontato era che divenisse un compositore, tanto che, dopo un’infanzia in cui gli studi furono ridotti al minimo indispensabile, egli dapprima iniziò a lavorare nell’officina del padre, per poi dedicarsi allo studio del violino. Insomma, prima dei 18 anni Gade non sembra aver mostrato alcuna propensione per la composizione. Cominciò a studiare con A.P. Berggreen, che, in quanto editore del Musikalsk Tidende (Giornale Musicale), pubblicò alcune sue composizioni, ma fino al 1840 Gade fu considerato essenzialmente un violinista. Nel 1840 partecipa a un concorso indetto dalla Società Musicale con un pezzo scritto apposta, l’Ouverture Efterklange af Ossian (Echi di Ossian). In giuria ci sono Spohr e Schneider, che giudicano il lavoro così particolare e tecnicamente buono, da attribuirgli il primo premio. Incoraggiato nella via della composizione, Gade incrementò notevolmente la sua produzione, fino alla Sinfonia n.1 “Sulle splendide pianure del Sjølund” (1841), presentata anch’essa alla Società Musicale. Di fronte alla freddezza con cui i membri della Società reagirono al suo lavoro, Gade si decise a un passo decisivo per la sua vita, e mandò la Sinfonia a Mendelssohn-Bartholdy a Lipsia. Mendelssohn non solo reagì con entusiasmo, ma fece eseguire la Sinfonia al Gewandhaus di Lipsia nel 1843, dove essa suscitò il più vivo interesse, soprattutto per il suo particolare tono “nordico”. Gade si trasferì direttamente a Lipsia, dove si alternò a Mendelssohn nella direzione del Gewandhaus, venendo in amichevole contatto anche con Schumann e, un po’ meno amichevole, con Wagner (del quale, tra l’altro, Mendelssohn non parlava benissimo – quindi era una cosa reciproca). Certo è che neppure Gade rimase del tutto immune alla febbre wagneriana se cominciò a progettare un’opera Siegfried und Brunhilde. All’improvvisa morte di Mendelssohn nel 1847 Gade rimase il solo direttore, ma, allo scoppio della guerra dello Schleswig (1848), della quale abbiamo parlato anche a proposito di Heise, decise di tornare in patria, anche perché non più ben visto a Lipsia in quanto “straniero”. A Copenaghen Gade entrò a far parte della Società Musicale e ne diresse i concerti, importando un repertorio internazionale fino ad allora sconosciuto in Danimarca, tra l’altro con La Passione secondo Matteo di Bach, l’Alceste di Gluck o l’ultima produzione di Beethoven. Nel 1850 sposò la figlia del compositore J.P.E. Harmann, Sophie, la quale però morì poco dopo, procurandogli un grande dolore e bloccando temporaneamente la sua produzione. Un’eco di questo avvenimento si sente nella Sinfonia n.6 (1857), uno dei pochi lavori a tinte fosche nella musica di Gade, normalmente caratterizzata altrimenti da grande luminosità e trasparenza. Giunto a seconde nozze proprio nel 1857, Gade conduce una vita tranquilla nella capitale danese, fondando nel 1867 il Conservatorio assieme a Hartmann e viaggiando frequentemente all’estero.

Naturalmente nell’elenco degli esempi musicali apro con l’Ouverture Echi di Ossian, che col suo carattere nebbioso, leggendario e decisamente nordico anticipa il tono di certe composizioni di Sibelius.

Niels Gade: Efterklange af Ossian op.1 (1840), Ouverture per orchestra

Danish National Radio Symphony Orchestra, dir. Dmitri Kitayenko @Chandos @Bartje Bartmans

Si prosegue d’obbligo con la Sinfonia n.1, l’opera che procurò a Gade un successo internazionale. Forse meno conosciuto è il fatto che il titolo deriva da una romanza di Gade del 1840, ovvero il fatto che qui Gade anticipa di fatto quello che Mahler farà nella sua Prima Sinfonia, facendo di un canto in tono popolare il tema principale del primo movimento di una Sinfonia.

Niels Gade: På Sjølunds fagre sletter, da Fem Fædrelandshistoriske Sange, n.5 (1840) – il testo, se c’è qualcuno che capisce il danese, si trova qui.

Claus Lembek @ vikingshield

Niels Gade: Sinfonia n.1 “Sulle splendide pianure del Sjølund” in do minore op.5 (1842) I. Moderato con moto-Allegro energico II. Scherzo: Allegro risoluto quasi presto III. Andantino grazioso IV. Allegro ma con fuoco

Collegium Musicum Copenaghen, dir. Michael Schønwandt @Naxos @Classical Music goturhjem2

Gade è anche il primo, a quanto ne so, e credo anche l’unico in tutto l’Ottocento, a comporre una Sinfonia con pianoforte – cioè un pezzo sinfonico in cui il pianoforte, pur essendo presente, non ha un ruolo dominante, non ha cadenze ecc., ma viene utilizzato quasi più come timbro aggiuntivo.

Niels Gade: Sinfonia n.5 con pianoforte, in re minore op.25 (1852) I. Allegro con fuoco II. Andante sostenuto III. Scherzo: Allegro molto e vivace IV. Andante con moto-Allegro vivace

Amelie Malling, Collegium Musicum Copenaghen, dir. Michael Schønwandt @Naxos @KuhlauDilfeng2

Il pezzo più celebrato di Gade è però senz’altro la cantata La figlia del re degli elfi (1854), che originariamente doveva essere una collaborazione con Hans Christian Andersen, ma per la quale alla fine Gade utilizzò un testo di Christian Molbech. Il tema è molto simile a quello già incontrato su queste pagine con The Immortal Hour, e quindi imparentato anche con La Falena, Ondine e una quantità di altri lavori. La cantata per soli, coro e orchestra è in un Prologo, tre parti, ognuna delle quali a sua volta tripartita, e un Epilogo. Prologo (Coro): Sir Oluf è stato sedotto da una fanciulla elfica. Parte I 1. Allegro moderato: Oluf dovrebbe sposarsi, ma chiede improvvisamente alla madre il permesso di uscire la notte. 2. Ballata di Sir Oluf: Oluf è diviso nel suo amore per la bionda promessa sposa e la misteriosa fanciulla bruna incontrata nel bosco. 3. Nonostante l’opposizione della madre, Oluf se ne va via a cavallo sul far della notte. Parte II (i tre brani si susseguono senza soluzione di continuità) 1. Oluf cavalca di notte nel misterioso bosco, e comincia a sentirsi a disagio. 2. Finalmente intravede la schiera danzante degli elfi. 3. La figlia del re degli elfi gli dà il benvenuto e lo invita a ballare con lei. Quando Oluf rifiuta, lei lo maledice. Oluf fugge Parte III 1. Canto del mattino: un Corale che celebra l’alba. Il sole dissipa le ansie della notte. 2. La madre è rimasta sveglia tutta la notte in attesa, ma Oluf non è ancora tornato. Quando Oluf arriva cavalcando, è senza scudo e sanguinante. 3. Oluf, pallidissimo, racconta di essere stato la notte nel regno degli elfi, e di essere tornato con un ospite, che ha visto l’alba con lui: la Morte. Epilogo: i giovani dovrebbero guardarsi dall’avventurarsi nella foresta al chiaro di luna e stare lontano dalle figlie degli elfi.

Niels Gade: Elverskud, cantata per soli, coro e orchestra op.30 (1854)

Eva Johansson, Anne Gjevang, Poul Elming, The Danish National Radio Choir & The Danish National Radio Symphony Orchestra, dir. Dmitri Kitajenko @Chandos @Bartje Bartmans