Calendario dei compositori – giorno 51

20 febbraio: Nicholas Chédeville (1705-1782)

Di MT CHedeville – Opera propria, CC BY 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2895603

Essendo oggi la scelta limitata a compositori poco conosciuti (Gyrowetz, Veretti, Fröhlich, Bériot e Revutsky), ho preferito sceglierne uno che fosse perlomeno divertente.

NICHOLAS CHÉDEVILLE nasce il 20 febbraio 1705 a Serez, in Normandia. Tanto i due fratelli quanto il prozio (nonché padrino) Louis Hotteterre erano musicisti, suonatori e fabbricatori di musette, che sarebbe una forma arcaica di cornamusa. Per distinguerlo dal fratello, che appunto era anche lui suonatore di musette, Nicholas fu chiamato “Chédeville le jeune”. Nel 1720 suonava già l’oboe (strumento tra l’altro creato da un suo avo, Jean Hotteterre) nell’orchestra dell’Opéra Nationale de Paris, e quando il suo cugino di secondo grado Jean Hotteterre morì nel 1732, ne prese il posto nell’orchestra di oboi reale Les grands hautbois alla corte di Luigi XV. Nel frattempo aveva già pubblicato nel 1730, e con un certo successo, una prima raccolta di Amusements champêtres contenente sei Suites per musette o ghironda. Nel 1737 questo strano personaggio decise di rendere più popolari le composizioni per musette attraverso una falsificazione, e, segretamente d’accordo con l’editore Jean-Noël Marchand, fece pubblicare una raccolta di propri pezzi come Il pastor fido op.13 di Antonio Vivaldi. Due anni dopo compì un’operazione quasi proto-stravinskiana, ottenendo il privilegio di riarrangiare (id est praticamente riscrivere) per musette, ghironda o flauto concerti e sonate di altri dieci autori, tra cui Quantz, Mahaut e, appunto, Vivaldi. Da quest’operazione nacque Le Printemps ou Les Saisons amusantes, concertos d’Antonio Vivaldy, dove Chédeville riprende in maniera piuttosto spregiudicata il materiale delle Quattro Stagioni, spostando o sostituendo delle parti e combinandolo con altri pezzi di Vivaldi. Nel frattempo Chédeville miete successi, non da ultimo perché la Regina, la povera Maria Leszczyńska, si dilettava molto di suonare la musette in concerti privati assieme alle figlie, cosa che naturalmente ha un forte impatto anche sul resto dell’aristocrazia, con la diffusione di una moda “pastorale” che raggiungerà il suo punto estremo sotto Maria Antonietta. Chédeville viene celebrato come il più grande suonatore di musette dei suoi tempi, e nel 1748 è abbastanza ricco da potersi ritirare dall’orchestra dell’Opéra – anche perché guadagna molto di più come insegnante. Dal 1750 insegna la musette alla giovane Principessa Vittoria (la cosiddetta Madame Quatrième, l’influente zia di Luigi XVI nonché protettrice di Mozart) e si conquista il titolo di maître de musette des Mesdames de France. Versato anche dal punto di vista tecnico, migliora lo strumento aumentandone l’estensione verso il basso. Le sue ultime composizioni, a quanto mi par di capire, si situano verso il 1751, dopodiché egli praticamente vive di rendita. Verso il 1775, quando, raggiunti i settant’anni, avrebbe dovuto semplicemente godersi i risultati della sua carriera, Chédeville ha un colpo di testa e si sposa con la figlia di un suo valletto, il quale in precedenza era stato al servizio del Duca d’Orléans. Nel giro di pochi anni dissipa tutto il patrimonio, è costretto a vendere le sue dieci case ai creditori e si riempie di aggrovigliatissimi debiti, mentre la moglie (naturalmente) lo abbandona. Chédeville cerca di risolvere la situazione riprendendo servizio presso Les grands hautbois, ma nel 1778 dichiara bancarotta. Non so come sia vissuto nei quattro anni successivi, comunque muore nel 1782. Otto anni dopo gli avvocati stavano ancora lottando per dipanare il caos causato dai suoi dissesti finanziari.

Sotto molti punti di vista, questo bizzarro personaggio mi fa pensare allo Schwanda dell’opera di Weinberger…

Naturalmente è innanzitutto obbligatoria qui la particolare versione chédevilliana delle Quattro Stagioni.

Nicholas Chédeville: Le Printemps ou Le Saisons amusantes op.8 (1739) I. Le Printemps (1. Allegro 2. Adagio sempre piano 3. Pasturelle, Allegro) II. Les Plaisirs de l’Été (1. Allegro 2. Largo 3. La caccia, Allegro) III. La Moisson (1. Allegro 2. Largo 3. Allegro) IV. L’Automne (1. Allegro 2. Largo 3. Allegro) V. Le Plaisirs de la St. Martin (1. Allegro 2. Largo 3. Allegro) VI. L’Hiver (1. Allegro 2. Largo 3. Allegro)

Les Eclairs de la Musique @ Dramma per musica

Per chi preferisce, ecco qui anche il link spotify di un’altra esecuzione (Ensemble Danguy):

Restando in tema vivaldiano, ecco anche il famoso Pastor fido, spacciato come opera del prete rosso – anche qui nelle due opzioni youtube e spotify, anche qui in due esecuzioni diverse.

Nicholas de Chédeville: Il Pastor fido (Vivaldi op.13) (1737) I. Sonata n.1 in do maggiore (1. Moderato 2. Allegro. Tempo di gavotta 3. Aria (Affettuoso) 4. Allegro 5. Giga, Allegro) II. Sonata n.2 in do maggiore (1. Preludio, Adagio 2. Allegro assai 3. Sarabanda, Adagio 4. Allegro) III. Sonata n.3 in sol maggiore (1. Preludio, Andante 2. Allegro ma non presto 3. Sarabanda 4. Corrente 5. Giga, Allegro) IV. Sonata n.4 in la maggiore (1. Preludio, Largo 2. Allegro ma non presto 3. Pastorale ad libitum 4. Allegro) V. Sonata n.5 in do maggiore (1. Un poco vivace 2. Allegro ma non presto 3. Un poco vivace 4. Giga, Allegro 5. Adagio 6. Minuetto I-II) VI. Sonata n.6 in sol minore (1. Vivace-Adagio 2. Alla breve, Fuga da capella 3. Largo 4. Allegro ma non presto)

Stefano Bagliano, Collegium Pro Musica @Brilliant Classics
Philharmonisches Duo Berlin

Aggiungo una brevissima selezione dagli studi Les Deffis, per una volta opera del tutto originale di Chédeville, soprattutto per via dei caratteri disparati dei vari pezzi, che vanno dai classici amori pastorali alle cineserie. La selezione può essere ascoltata su questa playlist.