Calendario dei compositori – giorno 47

16 febbraio: Selim Palmgren (1878-1951)

SELIM GUSTAF ADOLF PALMGREN nasce il 16 febbraio 1878 a Pori, in Finlandia – ed è quindi un coetaneo nordico di Schreker. Le notizie sulla sua vita sono molto scarse – segno più che altro che si tratta di un compositore ancora parecchio sottovalutato. Io posso dire subito che fino a oggi non conoscevo assolutamente nulla di lui, e che ne sono rimasto abbastanza strabiliato. Comunque: Palmgren compì gli studi di pianoforte e composizione al Conservatorio di Helsinki dal 1895 al 1899 (all’incirca lo stesso periodo in cui Schreker studiava composizione con Fuchs), poi fece quello che facevano allora tutti i compositori nordici, cioè venne a Berlino per perfezionarsi in ambedue gli ambiti – e studiò al conservatorio Klindworth-Scharwenka, il che è curioso, se si pensa che il direttore di quel conservatorio era un altro compositore nato il 16 febbraio, ovvero Philipp Scharwenka (che infatti ha rischiato di essere la mia scelta di oggi). Suoi insegnanti furono tre pianisti compositori, ovvero Conrad Ansorge (che aveva studiato con Liszt, la cui influenza arriva a farsi sentire anche nella musica di Palmgren), Wilhelm Berger e Ferruccio Busoni – cosa che, in mancanza di altri dati, rende difficile capire con quale di questi Palmgren abbia studiato pianoforte e con quale altro composizione… Ad ogni modo, dopo gli studi Palmgren fece l’altro passo tradizionale, ovvero se ne venne in Italia, e addirittura per tre anni, dal 1906 al 1909, pare in compagnia di Busoni. Tornato nel 1909 in Finlandia, prese il posto di direttore dell’orchestra sinfonica della Società Musicale di Turku, una città vicino a Helsinki. Là vi fece rappresentare nel 1910 la sua unica opera, Daniel Hjort. Per qualche ragione però abbandonò il posto e si dedicò alla carriera di concertista e accompagnatore, avendo anche una moglie soprano, Maikki Jänerfelt-Palmgren, famosa cantante wagneriana, la quale aveva appena divorziato dal suo primo marito, anche lui un compositore e tra l’altro cognato di Sibelius, Armas Jänerfelt. I Palmgren vissero per qualche tempo all’estero, anche se non così distanti dalla Finlandia (Stoccolma e Copenaghen), dopodiché si trasferirono negli Stati Uniti, dove Palmgren insegnò composizione alla Eastman School of Music di Rochester dal 1921 al 1926, mentre la moglie incideva un album, probabilmente col marito al pianoforte. Tra parentesi: curioso che anche Palmgren, come Schreker, avesse una moglie soprano! L’elemento che manca nel parallelismo, ovvero la giovane età della sposa, Palmgren lo aggiunge subito dopo, quando, morta nel 1929 la moglie, egli si risposa con una studentessa preferita di lei, Minna Talvik, di 14 anni più giovane di lui. Il resto della vita di Palmgren sembra essere stato privo di eventi: professore di pianoforte all’Accademia Sibleius di Helsinki (quello che prima era il Conservatorio) dal 1929 al 1939, e poi, sempre là, insegnante di composizione. Di quali vicissitudini possa aver attraversato durante la Seconda Guerra Mondiale non ho trovato traccia, l’unica ulteriore notizia riguarda la morte, avvenuta nel 1951.

La musica di Palmgren è fresca, originale, spesso pervasa da idee timbriche tutte particolari, ma, a parte una certa influenza di Liszt riscontrabile nei primi lavori, vive in un mondo tutto suo, completamente al di fuori di tutte le correnti che attraversano il Novecento. Pur restando sostanzialmente tonale, resta lontanissima dalla tradizione musicale tedesca, e in un certo senso molto “finnica” nel suo amore per le ripetizioni, per la sostanziale assenza di polifonia, per la continua fluidità del suono e della forma e per la sostanziale semplicità di fondo.

Devo iniziare dal Concerto per pianoforte n.2 “Il fiume”, che è la prima cosa di Palmgren che io abbia mai ascoltato e che mi ha colpito molto. L’inizio è talmente particolare, dal punto di vista timbrico, che ho avuto per qualche momento il dubbio che ci fosse un difetto nel file… Ma tutto il pezzo possiede una freschezza e un’energia davvero invidiabili.

Selim Palmgren: Concerto per pianoforte n.2 “Il fiume” op.33 (1912)

Henri Sigfridsson, Pori Sinfonietta, dir. Jan Soderblom

Selim Palmgren: Immagini dalla Finlandia op.24 (1908) I. Sogni di primavera II. Minuetto in stile popolare III. Danza delle foglie cadenti IV. Viaggio in slitta

Turku Philharmonic Orchestra, dir. Jacques Mercier

Strano per un musicista finlandese, ma nel catalogo c’è persino un piccolo esempio di orientalismo.

Selim Palmgren: Marcia esotica op.46 (1915 pianoforte/1928 orchestra)

Pori Sinfonietta, Jan Söderblom

Palmgren doveva avere una fissa per l’esotismo: anche nei suoi Pezzi op.78 per pianoforte e violino compare una brevissima Serenata orientale.

Selim Palmgren: Serenata orientale dai Pezzi op.78 per pianoforte e violino (1922)

Henri Sigfridsson, Jan Söderblom

La parte più cospicua della produzione di Palmgren è però quella dei pezzi per pianoforte, più che altro miniature. Un piccolo esempio sono questi pezzi del 1916, col loro contrasto tra un valzer salottiero, un’impressione naturale tutta giocata sull’ostinato e un dissonantissimo e raggelante chiaro di luna

Selim Palmgren: 3 pezzi per pianoforte op.54 (1916) I. Gocce di pioggia II. Valse mignonne III. Chiaro di luna

Risto Lauriala