Calendario dei compositori giorno 42

11 febbraio: Peter Heise (1830-1879)

@geni.com

PETER ARNOLD HEISE nasce l’11 febbraio 1830 a Copenaghen ed è l’autore della più importante opera danese dell’Ottocento, Drot og marsk (Il re e il maresciallo, 1878) – opera che naturalmente fa parte del mio Opernzettel. Sulla vita di Heise non c’è moltissimo da dire: la sua vocazione musicale si palesò solo quando aveva 12 anni e cominciò a studiare pianoforte. Al di là dei contatti con Niels Gade e Giovanni Sgambati, la posizione di Heise sembra piuttosto appartata, e, nonostante i lunghi e frequenti viaggi, non appartiene a quella schiera di compositori così inseriti nell’ambiente da aver conosciuto mezzo mondo. La sua attività viene generalmente divisa in tre fasi: una prima fase a Copenaghen a stretto contatto coi circoli studenteschi, caratterizzata da piccole composizioni, soprattutto canzoni, di carattere brillante, fase che culmina nel 1856 con il suo primo lavoro per orchestra, l’ouverture Marsk Stig (Il maresciallo Stig, eseguita nel 1858); una seconda fase di vita familiare inizialmente tranquilla a Sorø, lontano dalla capitale, ma inframmezzata da lunghi viaggi in Italia, durante i quali Heise incontra Sgambati e compone musica per lui, e turbata nel 1864 dalla guerra tedesco-danese, durante la quale la Danimarca perse lo Schleswig-Holstein e la moglie di Heise un fratello – fase durante la quale Heise, sotto l’influenza di Gade, si dedica a grandi lavori sinfonici, come la cantata Bergliot o la Sinfonia in re minore, e dove comincia a comporre la sua prima opera, il singspiel Paschaens Datter (La figlia del Pascià), e infine una terza fase, dal 1866, di nuovo a Copenaghen, cominciata sotto la cattiva stella dei dissidi col Royal Theatre riguardo ai ritardi nell’allestimento dell’opera, tanto da far meditare Heise di chiudere i rapporti in maniera definitiva. L’opera fu rappresentata solo nel 1869 e senza particolare successo, attirando nondimeno l’attenzione della critica musicale internazionale. Heise continuò comunque a restare per così dire nei pressi del genere operistico, componendo un balletto, diverse musiche di scena e una grande cantata drammatica, Tornerose (La bella addormentata, 1873). Nel 1876 il poeta Christian Richardt, ispirato dall’ouverture del 1856 Marsk Stig, propone a Heise un libretto tratto dal dramma Marskstig di Carsten Hauch (1850), nel quale dell’assassinio del Re Erik V Glipping nel 1286 da parte del suo maresciallo, che era appunto Stig. Il libretto è intessuto di riferimenti ai canti popolari danesi. L’opera diventa Drot og marsk e viene rappresentata con enorme successo nel 1878. Heise muore però improvvisamente l’anno successivo, al culmine della carriera.

Di Drot og marsk ho trovato su youtube una discutibile versione filmica – ma resta comunque utile per chi voglia tentare di seguire un poco la trama (cosa che il testo in danese non rende facilissima…). Chi volesse vedere una bella messa in scena dell’opera può approfittare della prossima messa in scena al Royal Theatre di Copenaghen, con la regia nientedimeno che di Kaspar Holten. Riassumo qui comunque l’azione.

Atto I: siamo in un paesino nello Jutland, dove ci sono le riserve di caccia del Re. Rane Johnson, uno dei cortigiani del Re, s’imbatte in Aale, che è una giovane carbonaia del paese, e comincia a farle invano la corte, spiato a sua insaputa dal Re, molto divertito dalla scena. Il Re stesso, che è un gran donnaiolo, interviene, seducendola in due secondi. Senza dar retta al parere contrario di Rane, Re Erik porta Aale nel suo castello e le regala vestiti e gioielli, danzando con lei. Gli squilli di tromba dal cortile annunciano l’arrivo del maresciallo Stig, che viene a congedarsi dal Re prima di partire per la guerra contro la Svezia. Il maresciallo affida al Re la cosa più preziosa che ha, ovvero sua moglie Ingeborg. Il Re, enormemente colpito dalla sua bellezza, a malapena attende che Stig sia uscito per invitarla a danzare con lui, cosa che Ingeborg accetta, tutto sommato lusingata. Erik ordina allora a tutti di lasciare la sala, perché vuole restare solo con lei. Aale è chiaramente molto turbata dalla svolta che hanno preso gli eventi.

Atto II: Quando Stig torna vittorioso al castello, trova sua moglie alla finestra tutta vestita di nero, e apprende dalle damigelle che il Re ha fatto credere a Ingeborg che il marito fosse morto in battaglia, per poi sedurla e violarla. Stig è sconvolto, e Ingeborg lo incita alla vendetta. A Viborg, dove si raduna il Consiglio del Re, i nobili discutono di ciò che è successo tra il Re e il maresciallo. Stig accusa apertamente il re di avergli violentato la moglie. Il Re cerca di farlo arrestare, ma Stig trova nel Conte Jakob un difensore che crede alla sua versione.

Atto III: i congiurati (Stig, Ingeborg, Jakob, l’arcidiacono Jens Grab e Rane) si riuniscono nel castello del maresciallo per tramare l’assassinio del re. Anche Rane ha motivi personali per odiarlo. Proprio lui ha il compito di attirare il Re nella trappola invitandolo a una battuta di caccia e convincendolo che il maresciallo è lontano.

Atto IV: il Re e Rane si sono perduti nella foresta, e mentre Rane finge di cercare la via, i due si ritrovano alla capanna di Aale. Il Re cerca nuovamente di sedurla, ma lei gli sfugge. In mancanza di un giaciclio migliore, il Re decide di sistemarsi lì per la notte, ma il suo riposo è tormentato da incubi, nei quali gli appare lo spirito di Ingeborg (che, se ho capito bene, nel frattempo si sia suicidata). D’improvviso si spalanca la porta e irrompono i congiurati, pugnalandolo a morte, mentre Erik cerca invano il soccorso di Rane. Prima di morire il Re dichiara fuorilegge i suoi assassini. Il popolo trema per il futuro del regno.

Peter Heise: Drot og marsk (1878)

@Henrik Engelbrecht – opera og klassisk musik i øjenhøjde

Heise fu comunque celebrato soprattutto per i suoi Lieder, che, obiettivamente, sono così distanti in tutto da quelli della tradizione tedesca, da meritare già solo per questo una menzione per l’originalità. Nello stesso periodo anche Grieg faceva qualcosa di simile, come avevo già avuto modo di constatare quando preparavo la mia introduzione ai Lieder di Schreker – vale a dire che questa tradizione così lontana da quella tedesca rivitalizza anche il Lied tedesco di fine secolo. Il fatto di non capire niente dei testi è per me un ostacolo notevole, anche per questo ho scelto due video in cui c’è una specie di traduzione. Nel primo, che mette quasi in scena il Lied, si annuncia di come questa sorta di profetessa, Gudrun, annunci la fine del mondo. Il secondo, che è uno dei cicli melodici più famosi di Heise, e anche l’ultima cosa da lui composta, ha dei piccoli riassunti in francese all’inizio di ogni Lied.

Peter Heise: Gudruns Sorg (1871)

@Julia Oesch

Peter Heise: Dyvekes Sange (1879) I. Bergen 1. Skal altid fæste mit hår under hue 2. Ak, hvem der havde en Hue 3. Hvad vil den mand med kæder på 4. Vildt, vildt, vildt suser blæsten II. På Sjælland 5. Næppe tør jeg tale 6. Det stiger, det stiger, det stiger herop

Inge Dreisig, Violeta Coutaz @JacB vidéos

Curiosa infine la situazione della musica da camera di Heise, rimasta manoscritta e totalmente sconosciuta al pubblico fino a non molti anni fa. Il bel quintetto che posto qui è stato composto a Roma nel 1869, quindi quasi certamente per Sgambati.

Peter Heise: Quintetto con pianoforte in fa maggiore (1869) I. Lento a piacere – Allegro energico II. Larghetto III. Intermezzo: Vivace ma non troppo presto IV. Lento con espressione – Allegro molto

The Danish-German Piano Quintet @ Classical Music goturhjem2