Calendario dei compositori – giorno 37

6 febbraio: Stephen Albert (1941-1992)

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STEPHEN ALBERT nasce il 6 febbraio 1941 a New York City e, dopo aver studiato strumento, comincia a studiare composizione a 15 anni, intraprendendo una carriera di tutto rispetto, studiando anche in Europa (Stoccolma e Roma) fino a vincere nel 1985 il premio Pulitzer per la musica con la sua sinfonia RiverRun (1983), basata sul Finnegans Wake di Joyce (e il legame con Joyce è il motivo principale per cui oggi ho scelto lui). La sua carriera prosegue sfolgorante tra premi e cattedre (tra cui quella di composizione alla Julliard School of Music, con diverse commissioni dalle maggiori orchestre americane, fino alla morte improvvisa in un incidente d’auto nel dicembre 1992.

Stephen Albert potrebbe essere definito il Tōru Takemitsu americano: anche se il principio compositivo di partenza è differente, in quanto Takemistu prende comunque le mosse dalla tradizione giapponese, mentre Albert non deve far altro che restare ancorato a quella europea, dal punto di vista del risultato sonoro le analogie sono abbastanza forti, anche perché il modello di riferimento, palese e dichiarato in Takemitsu e più celato in Albert, è comunque Debussy – laddove in Albert si aggiungono anche molte suggestioni da Delius e Britten. La struttura compositiva paratattica, basata su associazioni, immagini e colori, in un tempo immobile e circolare, torva in Albert un secondo aggancio nei testi di Joyce, attraverso i quali egli si scioglie dalla dimensione visivo/contemplativa per scendere più in profondità, in una labirintica zona di sogno e flusso di coscienza.

Mi sembra giusto riportare, come primo esempio, un brano dalla Sinfonia n.1 RiverRun, ovvero l’ultimo movimento, River’s End. Per chi non lo sapesse, “riverrun” è la parola con cui si apre il Finnegans Wake di Joyce – ed è anche la parola su cui, in teoria, si richiude l’ultima frase aperta del libro. Piccolo appunto: il pezzo viene definito “Sinfonia n.1” perché Albert aveva composto una seconda sinfonia, rimasta però in particella al momento della sua morte. Con un’operazione che, quando applicata ad altri compositori (vedi Schubert, Bruckner e Mahler) suscita polemiche a non finire, questa seconda sinfonia è stata tranquillamente orchestrata e registrata…

Stephen Albert: Sinfonia n.1 RiverRun (1983) – IV. River’s End

Russian Philharmonic Orchestra, dir. Paul Polivnick @Naxos

L’o stesso anno Albert compone un altro lungo pezzo, quasi una mini-opera, sempre dal Finnegans Wake, stavolta per soprano, tenore e orchestra da camera. Il titolo lì per lì enigmatico TreeStone si riferisce in realtà a un gioco che Joyce fa all’interno del libro con la saga di Tristano, per cui il titolo in realtà sarebbe il modo in cui suonerebbe “Tristan” detto da un inglese… Albert si è divertito a ricercare lungo tutto il libro le parti che rimandavano a quest’intreccio tra il protagonista H.C.E. e la controparte femminile A.L.P., che però è già sposata con un uomo più vecchio, e ne ha fatto un collage labirintico. Purtroppo il testo di Albert non l’ho trovato, e il mio tentativo di trascriverlo direttamente dal Finnegans Wake è naufragato di fronte alla dizione impossibile del soprano. L’inizio comunque suona così: “So This Is Dyoublong? The silence speaks the scene. It scenes like a landscape. So This Is Dyoublong? Soft moning, city! I am leafy speafing.” Forse un giorno troverò la pazienza per decifrare il resto… Il pezzo inizia praticamente con la fine di RiverRun.

Stephen Albert: TreeStone, per soprano, tenore e ensemble (1984) Parte I. 1. I am Leafy Speafing 2. A Grand Funferall 3. Sea Birds Parte II. 4. Tristopher Tristan 5. Fallen Grifs 6. Anna Livia Plurabella

Lucy Shelton, David Gordon, New York Chamber Symphony, dir. Gerard Schwarz @TheWelleszCompany
Lucy Shelton, David Gordon, New York Chamber Symphony, dir. Gerard Schwarz @TheWelleszCompany
Lucy Shelton, David Gordon, New York Chamber Symphony, dir. Gerard Schwarz @TheWelleszCompany
Lucy Shelton, David Gordon, New York Chamber Symphony, dir. Gerard Schwarz @TheWelleszCompany

Chiudo col pezzo più conosciuto di Albert, il Concerto per violoncello composto nel 1990 per Yo-Yo Ma, pezzo col quale Albert vinse un Grammy. Yo-Yo Ma lo descrive come una sorta di lotta, di viaggio emotivo dei vari temi, sottoposti a ogni sorta di torsione fino a riemergere quasi in catarsi. Sotto molti punti di vista è un deciso ritorno indietro verso il repertorio romantico, un po’ seguendo il percorso di Penderecki, ma senza le sue motivazioni religiose. Il motivo per cui nelle indicazioni di tempo dei movimenti Albert abbia usato delle parole italiane che non esistono francamente mi sfugge…

Stephen Albert: Concerto per violoncello (1990) I. Audacemente ma sostenuto II. Con brio – instante (urgent) III. Larghetto IV. Con moto – con imminenzo e inquieto

Yo-Yo Ma, Baltimore Symphony Orchestra, dir. David Zinman @Sony @David Zinman (tema)
Yo-Yo Ma, Baltimore Symphony Orchestra, dir. David Zinman @Sony @David Zinman (tema)
Yo-Yo Ma, Baltimore Symphony Orchestra, dir. David Zinman @Sony @David Zinman (tema)
Yo-Yo Ma, Baltimore Symphony Orchestra, dir. David Zinman @Sony @David Zinman (tema)