Calendario dei compositori – giorno 33

2 febbraio: Mikhail Gnesin (1883-1957)

Автор: в источнике не указано – Московская государственная консерватория имени П. И. Чайковского., Добросовестное использование, https://ru.wikipedia.org/w/index.php?curid=7587192

MIKHAIL FABIANOVICH GNESIN nasce il 2 febbraio 1883 a Rostov sul Don ed è una figura molto particolare della storia della musica. Per la missione, da lui intrapresa, di creare quasi ex-novo un tipo di opera che potesse essere definita “ebraica”, è stato definito “il Glinka della musica ebraica” – ma l’impresa è rimasta per molto tempo quasi avvolta nel mito, e solo lo scorso anno l’opera Il giovane Abramo, composta da Gnesin nel 1923 dopo un soggiorno in Palestina per approfondire le fonti e il linguaggio musicale, ha ricevuto la sua prima assoluta a Gera, in Turingia, solo nel 2017.

Ognuno dei rampolli del rabbino Fabian Oispovich Gnesin aveva particolari doti musicali: le tre sorelle del compositore, dopo essersi diplomate al Conservatorio di Mosca, fondarono a Mosca nel 1895 una scuola di musica che esiste tutt’ora; Gnesin invece divenne allievo di Rimsky-Korsakov e Lyadov al Conservtorio di San Pietroburgo, dal quale fu espulso in seguito alle agitazioni del 1905 per aver partecipato a uno sciopero, per essere riammesso poi l’anno seguente. In una primissima fase, Gnesin è il tipico compositore russo del tempo, sospeso tra Wagner e Skrjabin, ma già dal 1908 è tra i fondatori di una Società per la Musica Popolare Ebraica – attività non proprio ben vista dagli Zar e che quindi, in quel tempo, ben si sposava con gli ideali socialisti di Gnesin. Nel 1911 andò a Berlino e poi a Parigi, dove, probabilmente, avvenne l’incontro con Igor Stravinsky, che anni dopo Stravinsky descrisse così (traduco dall’articolo wikipedia inglese):

Lo stesso Gnesin era un personaggio notevole. Si vestiva da ebreo ortodosso, ma allo stesso tempo s’identificava con una visione politica e sociale radicalmente anti-settaria. Una volta, dopo aver cenato con lui, gli mandai un biglietto, dicendo che avevo trovato molto piacevole il fatto che ci fossimo “simpaticamente compresi”. Mi rispose con tono sorpreso e leggermente scioccato dicendo che gli dispiaceva, ma io mi ero sbagliato: lui questa simpatia non l’aveva provata questa. Era tipico di Gnesin e credo sia per questo che mi ricordo di lui.” (da: Igor Stravinsky/Robert Craft: Dialogues and a Diary, Garden City NY 1963)

Nei primi anni successivi alla Rivoluzione d’Ottobre l’attività di Gnesin fu molto favorita dalle nuove autorità sovietiche, tanto che lui accarezzò il progetto di fondare una vera e propria opera nazionale del popolo ebraico e a tal proposito, come accennato sopra, se ne andò per alcuni mesi in Palestina. Qui concepì il progetto grandioso di un’opera su Abramo, tra l’altro direttamente in ebraico, e ne compose il gigantesco Prologo (da solo quasi un’ora), inizialmente solo in particella. Rendendosi conto che il Prologo funzionava già autonomamente come opera, decise di terminarne la composizione e cominciò ad affastellare appunti sulla futura orchestrazione, che doveva essere imponente, “bombastica”, come si dice. Ma, mentre era ancora al lavoro sul progetto, l’atmosfera cambiò e l’ostilità verso gli ebrei si fece sempre più evidente, soprattutto dopo l’ascesa di Stalin. Il progetto fu accantonato e Gnesin diradò sempre più il ritmo compositivo, fino a cessare del tutto nel 1947. In quel periodo accaddero difatti due eventi paradossalmente opposti: da un lato, una composizione di Gnesin (l’ultima, ovvero la Sonata-Fantasia per pianoforte e quartetto d’archi op.64), ricevette il premio Stalin, dall’altro egli fu costretto dalle autorità a lasciare il suo ruolo d’insegnante alla Scuola di Musica gestita dalle sorelle. Gnesin morì 10 anni dopo.

Da notare che tutte le notizie sul modo in cui tanto Gnesin quanto in generale gli ebrei furono oppressi sotto il Regime Sovietico sono totalmente assenti dalla pagina wikipedia russa.

Il giovanile frammento dal Prometeo liberato di Shelley è molto indicativo per la tendenza a metà tra il Tristano e Skrjabin del giovane Gnesin.

Mikhail Gnesin: D’après Shelley, frammento sinfonico in re maggiore op.4 (1908)

Russian Philharmonic Orchestra, dir. Konstantin Krimets @Arte Nova Classics (Russian Futurism vol.3)

Pressoché obbligatoria, in questo contesto, la registrazione della prima assoluta a Gera dell’opera da camera Il giovane Abramo. Purtroppo nel programma radiofonico non è stata specificata la trama, e tutto ciò che ne so l’ho tratto da questa pagina. Nell’opera ci sono solo due personaggi, Abramo e suo padre. Il padre Terach ha sottratto Abramo a una strage degl’innocenti ordinata dal Re, tenendolo nascosto per anni, al punto che, quando Abramo vede il sole per la prima volta, resta profondamente angosciato dal tramonto e dal sopraggiungere della notte (un tema che, tra parentesi, lo scrittore di origini ebraiche Isaac Asimov ha ripreso nel suo racconto Nightfall). La crisi esistenziale viene risolta dallo spettacolo dell’alba, che ridona ad Abramo la fede in Dio. La musica di quest’opera è molto particolare e insolita, provenendo direttamente dalla cantillazione ebraica.

Mikhail Gnesin: Il giovane Abramo, op. 36 (1923)

@ The Opera Live Channel

Gnesin possedeva anche un lato scherzoso-sarcastico, e lo si può ben sentire in questa paradossale suite, che illustra una scena di ballo sognata.

Mikhail Gnesin: L’orchestra ebraica al ballo di Nessunacittà (dalle musiche di scena per L’ispettore generale di Gogol op.41, 1926) I. Quadriglia II. Polka III. Romanza IV. Valzer V. Gavotta VI. Petit Pieds VII. Galop

Russian Philharmonic Orchestra, dir. Konstantin Krimets @Arte Nova Classics (Russian Fitirism vol.3)

Mi piace riportare qui un ultimo esempio, per cercare di esemplificare quel particolare “ritmo che va in ogni direzione, come il vento durante un uragano” di cui parla David Ewen a proposito della musica di Gnesin (citato in: Larry Sitsky: Music of the Repressed Russian Avant-Garde, Westport, CT 1994). Si tratta del malinconico Trio per pianoforte, violino e violoncello, è penultima composizione di Gnesin.

Mikhail Gnesin: Trio per pianoforte, violino e violoncello op.63 (1947)

Moscow Soloist Ensemble @Arte Nova Classic (Russian Futurism vol.3)