Calendario dei compositori – giorno 28

28 gennaio: Ferdinand Hérold (1791-1833)

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LOUIS-JOSEPH-FERDIAND HÉROLD nasce a Parigi il 28 gennaio 1791 (lo stesso anno della morte di Mozart) da una famiglia di musicisti (il padre era compositore e organista, lo zio organista). Curiosamente, se da una parte al piccolo Hérold viene fatta studiare teoria musicale (tra l’altro con nientemeno che François-Jospeh Fétis) già all’età di sei anni, dall’altro, quando egli già a sette anni comincia a comporre, il padre si oppone al fatto che lui abbia una carriera musicale. Il padre però muore già nel 1802 e Hérold va a studiare al Conservatorio, con la fortuna di avere tutti insegnati di primissimo piano, tra cui Rodolphe Kreutzer (sì, quello della Sonata a Kreutzer di Beethoven) per il violino e Étienne-Nicholas Méhul per la composizione. Nel 1810 vince il primo premio per il pianoforte, eseguendo un pezzo composto da lui stesso (una cosa che non si era mai vista prima), nel 1812 vince anche il Prix de Rome. Di salute cagionevole, nel 1815 decide di stabilirsi a Napoli, dove compone la sua prima opera La gioventù di Enrico Quinto e la fa rappresentare sotto lo pseudonimo italiano di Landriani – anche perché i compositori francesi non erano ben visti dal pubblico napoletano. La sua opera è un trionfo e il (ancora per poco) Re di Napoli Giacchino Murat lo assume come insegnante di pianoforte per una delle sue figlie (immagino fosse Luisa Giulia, che allora aveva 10 anni). Gli eventi tormentati e rocamboleschi del 1815 portarono il 13 ottobre alla fucilazione di Murat, e Hérold ritenne più salutare andarsene, prima a Vienna e poi di nuovo a Parigi. Qui, dopo avere ottenuto alcuni successi in campo operistico, la fretta di comporre e la scarsa abilità nello scegliersi i libretti (pare che sostanzialmente accettasse qualsiasi cosa) lo portano a diversi insuccessi consecutivi, al punto che una sua opera, L’Amour platonique (1819), viene ritirata dal cartellone dopo la prova generale. Scoraggiato, per tre anni smette di comporre opere. Divenuto assistente del théâtre italien, ha l’occasione di viaggiare di nuovo in Italia, dove ritrova l’ispirazione, e dal 1823 torna alla ribalta con Le Muletier e subito dopo, approfittando della vittoria francese contro gli spagnoli nella battaglia del Trocadero, con un’opera “sul pezzo” scritta in collaborazione con Auber, Vendôme en Espagne. Nel 1824 ottiene una commissione direttamente dall’opéra comique (Roi René), e ricomincia poi a produrre freneticamente un titolo dietro l’altro, di nuovo senza selezionare particolarmente bene i propri libretti. Uno dei suoi più grandi successi è un balletto di argomento comico del 1828, La Fille mal gardée, composto in un’epoca in cui invece la tendenza andava piuttosto verso il balletto romantico. Hérold tra l’altro inserisce in partitura come nulla fosse diverse pagine di altri autori, rifacendosi anche a Rossini e Donizetti. Paradossalmente il pezzo più famoso di questo balletto non è sulle punte, ma sugli zoccoli… Tra il 1831 e il 1832 appaiono i due maggiori successi di Hérold, Zampa, ou La Fiancée de marbre (opera che ottiene successo anche in Germania) e Le Pré aux clercs (che nel 1871 era arrivato alla sua millesima rappresentazione). Ma Hérold, già malato di tubercolosi, muore poco dopo, nel gennaio 1833.

Zampa è effettivamente un’opera molto interessante; il soggetto è un misto tra le avventure di Zoto dal romanzo di Jan Potocki Manoscritto trovato a Saragozza (1805) e il mito di Don Giovanni, anticipando anche il racconto di Prosper Mérimée La Venere d’Ille, che sarà pubblicato solo sei anni dopo la prima dell’opera. Ho il sospetto che Wagner conoscesse bene quest’opera: già le prime battute dell’Ouverture ricordano molto da vicino l’Ouverture del suo Liebesverbot, poi durante l’opera ci sono pure una Ballata, un matrimonio (quasi) interrotto con tanto di organo (Lohengrin!) e diverse apparizioni spettrali. Avendola trovata integralmente su youtube, ve la posso riproporre integralmente. Mi sarebbe piaciuto esporre la trama scena per scena, ma richiederebbe davvero troppo tempo. Il libretto lo trovate qui. Riassunto: Il fiorentino conte di Monza ha sedotto e abbandonato una nobile fiorentina, Alice Manfredi, la quale si è messa alla sua ricerca ed è finita in Sicilia, ospite del ricco mercante Lugano, dove è morta di dolore. Una sua statua, venerata dai locali come quella di una santa, si trova nel vestibolo del castello. Atto I: Camille, figlia del mercante Lugano, si sta preparando alle nozze col nobile squattrinato Alphonse di Monza (perché il famigerato fratello ha dissipato tutti i beni di famiglia). Il padre è partito la mattina per un viaggio d’affari e non ha fatto ancora ritorno, ma, da quando il temibile pirata Zampa è stato arrestato, non ci sono più pericoli. Il servitore Dandolo, che era stato mandato a chiamare il prete, ritorna tutto tremante: ha incontrato uno sconosciuto per via, che sostanzialmente gli ha detto: “Questo matrimonio non s’ha da fare!” (Trio, al minuto 32:50). Lo sconosciuto irrompe, recando una lettera del padre di Camille, in cui Lugano stesso comanda alla figlia di sposare lo sconosciuto, perché ne va della sua vita. Si apprende poi (ma gli altri personaggi non lo sanno) che questi è il pirata Zampa, che, fuggito dalla prigione, ha catturato Lugano ed ha attirato Alphonse in una trappola per neutralizzarlo. Mentre al castello i compagni di Zampa si ubriacano, uno dei compagni di Zampa, Daniele, riconosce nella statua le fattezze di Alice Manfredi, che è proprio la fanciulla che Zampa ha abbandonato prima delle nozze: egli è infatti in realtà il Conte Manfredi. Zampa reagisce con disprezzo alla paura che Daniele manifesta di fronte alla statua, e le infila al dito l’anello nuziale. Quando però cerca di riprendersi l’anello, la statua stringe la mano… Atto II: fervono i preparativi per le nuove nozze, e la compagna di Camille, Ritta, è molto perplessa, perché sono scomparsi tanto il padrone di casa, Lugano, quanto l’ex promesso sposo, Alphonse. Ella s’imbatte in Daniele e riconosce in lui il marito che credeva ucciso da Zampa, ma Daniele fa finta di essere un’altra persona. Da qui si succedono diverse scene comiche, perché Ritta implora il suo attuale fidanzato, Dandolo, di comportarsi come se la ignorasse – ed egli, per qualche motivo che non capisce, viene preso a pugni da Daniele ogni volta che trasgredisce. Intanto Alphonse è riuscito a sfuggire alla trappola e torna giusto in tempo per scoprire che Camille sta per sposarsi con un altro. Camille gli dice che non c’è niente da fare, ma Alphonse vuole cercare d’impedire queste nozze, e quindi si organizza con Dandolo per andare a chiamare rinforzi. Intanto (Finale II: 1:39:18) comincia la processione per le nozze, che però deve bloccarsi, perché Zampa crede di aver visto la statua di Alice bloccargli la strada. Quando la processione sta per ripartire, è Alphonse a bloccarli, rivelando che si tratta di briganti, e poco dopo giunge Dandolo con molti soldati. Egli ha sorpreso Pietro, uno dei tuttofare di Zampa, con un messaggio – solo che (colpo di scena!) il messaggio è la grazia del Viceré, che vuole avere Zampa nella guerra contro gli Ottomani. Niente ostacola più le nozze e Camille è costretta a sposare Zampa. Atto III: a un fosco preludio (1:58:13) segue un Notturno, in cui Alphonse canta fuori scena la sua tristezza. Egli cerca di far fuggire Camille, ma ella ha troppa paura. Zampa rientra, mentre Daniele gli racconta di come abbia fatto a pezzi la statua di Alice e gettato i pezzi in mare. Camille chiede a Zampa la grazia di ritirarsi in un convento, cosa che egli ovviamente rifiuta – ed ecco interviene Alphonse, che vorrebbe uccidere Zampa, ma scopre però che è suo fratello. Zampa è salvo, e cerca ancora di convincere Camille ad amarlo (Cavatina, 2:16:47 – deve trattarsi di una seconda versione, perché il testo è completamente diverso rispetto al libretto). Camille preferisce morire, e invoca in suo aiuto l’infelice Alice Manfredi (Finale III: 2:24:05). Quando Zampa cerca di afferrare Camille, si trova invece tra le braccia della statua di Alice, che lo trascina via.

Ferdinand Hérold: Zampa, ou La Fiancée de marbre (1831)

Les Arts Florissants, dir. William Christie @KuhlauDilfeng2

Ferdinand Hérold: da La Fille mal gardée (1828): Danza degli zoccoli

The Royal Ballet @ Royal Opera House