Calendario dei compositori – giorno 24

24 gennaio: E.T.A. Hoffmann (1776-1822)

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ERNST THEODOR AMADEUS HOFFMANN nasce il 24 gennaio 1776 a Königsberg, città che fino al 1945 fu tedesca per poi divenire un’exclave russa in Polonia col nome di Kaliningrad. E a proposito di nomi: Hoffmann alla nascita si chiamava Ernst Theodor Wilhelm, il nome Amadeus lo prese egli stesso nel 1805 in omaggio all’amato Mozart. Conosciutissimo oggi come scrittore (ed eventualmente anche come protagonista di un’opera di Offenbach…), fu anche compositore, anche se praticamente solo di notte, dato che di giorno si trovava sempre impegnato in altre attività (di volta in volta funzionario statale, direttore di teatro, scenografo ecc.) – e questo quando non era occupato a ubriacarsi… Il suo smodato amore per Mozart e la sua ammirazione per Beethoven non gli resero per niente facile trovarsi uno stile musicale suo, ma egli tenne dritta (o quasi) la barra del timone. guidato dalla stella della realizzazione dell’opera romantica – e non desistette finché non ebbe raggiunto risultati tangibili, con Undine. Solo allora concentrò la maggior parte del suo interesse sul versante letterario. E così, se la musica puramente strumentale di Hoffmann resta perlopiù dalle parti di Mozart, con un tributo al genio di Beethoven nella sua unica sinfonia, seppur da una consapevole e incolmabile distanza, è piuttosto nelle opere e nelle musiche di scena che la sua musica si fa interessante, nella ricerca di nuove soluzioni sonore che rispecchino la sua idea di uno stile romantico – uno stile musicale che ancora non esisteva e che di fatto verrà effettivamente realizzato solo più tardi da Carl Maria von Weber e Heinrich Marschner. Da segnalare anche, che Hoffmann non compose vere e proprie opere come le intendiamo oggi, bensì Singspiel (nei quali i numeri musicali sono separati da dialoghi parlati) e Melodrammi (nei quali degli attori recitano accompagnati dall’orchestra, vale a dire che non ci sono cantanti, anche se la struttura è simile a quella dell’opera, con tanto di cori). Come compositore non ebbe però eccessivamente fortuna: l’unica sua opera ad avere successo fu l’ultima, Undine, rappresentata nel 1816 alla Nationaloper di Berlino, ricevendo lodi anche da Weber – solo che la vecchia Nationaloper sul Gendarmenmarkt (dove oggi è la Kozerthaus), andò a fuoco il 29 luglio 1817 e nell’incendio andarono perdute tutte le scene e i costumi, così che l’opera non fu più ripresa. Nei successivi cinque anni Hoffmann non compose quasi più nulla, occupato prevalentemente a scrivere romanzi e racconti, finché la morte lo colse precocemente nel 1822.

Il solo contributo di Hoffmann al genere della sinfonia, nel 1806, è tutt’altro che banale: pur mantenendo come punto di riferimento Mozart e Haydn (c’è persino ancora il Minuetto), è chiaro che Hoffmann si è accorto di Beethoven e in un certo senso gli fa cenno da lontano, in maniera quasi commovente. L’omaggio vero a Beethoven Hoffmann lo metterà per iscritto qualche anno dopo nella sua Kreisleriana (1810-1814).

E.T.A. Hoffmann: Sinfonia in mi bemolle maggiore (1806) I. Adagio maestoso – Allegro II. Andante con moto III. Menuetto IV. Finale: Allegro molto

Concerto Bamberg, dir. Rolf Beck @ KuhlauDilfeng2

Già molto più romantica è quest”Ouverture composta da Hoffmann l’anno prima come parte delle musiche di scena per il Trauerspiel di Zacharias Werner Das Kreuz an der Ostsee. Notare le strane dissonanze di cui è cosparso il pezzo.

E.T.A. Hoffmann: Das Kreuz an der Ostsee (1805) – Ouverture

Deutsche Kammerakademie Neuss, dir. Johannes Goritzki @KuhlauDilfeng2

Da segnalare, tre anni dopo, il transparentissimo omaggio (al limite del plagio) al Don Giovanni nell’Ouverture dell’opera romantica Der Trank der Unsterblichkeit – giusto per sottolineare ancora quale immenso amore Hoffmann nutrisse per la musica di Mozart.

E.T.A. Hoffmann: Der Trank der Unsterblichkeit (1808) – Ouverture

Deutsche Kammerakademie Neuss, dir. Johannes Goritzki @ KuhlauDilfeng2

E veniamo alla parte più prettamente romantica: nell’opera Aurora (1812) ricompare più volte la suggestione pittorica dell’alba, col sorgere dal mare della dea Aurora che colora di porpora e fa cantare la colonna in memoria dell’amato Titone – un primissimo quadro musicale sul soggetto di quello che poi sarà il Memnon di Schreker.

E.T.A. Hoffmann: Aurora (1812) – Ouverture

Jugendorchester Bamberg, dir. Hermann Dechant @BayerRecords

E.T.A. Hoffmann: da Aurora – alba (inizio Atto II)

Jugendorchester Bamberg, dir. Hermann Dechant @BayerRecords

Nell’opera Undine la suggestione è chiaramente legata all’acqua, presente in pressoché tutte le scene – unita alla magia degli spiriti. Già l’Ouverture, pur rispettando un’impostazione classica, ha delle soluzioni sonore particolari.

E.T.A. Hoffmann: Undine (1816) – Ouverture

Bayerisches RSO, dir. Jan Koetsier @ClassicalMomentsRec

Già all’inizio del primo atto si ha una specie di scena multipla, dove alla scena quotidiana nella capanna dei pescatori dove si è rifugiato ilcavalier Huldbrand si sovrappone la scena agica degli spiriti del lago, con il contrasto tra Undine e Kühleborn. Come suggerisce Shen Diau-Long nel suo ottimo articolo, il coro maschile ha il compito di conferire agli spiriti dell’acqua un timbro inquietante.

E.T.A. Hoffmann: Undine – Atto I.: Quartett und Chor

Karl Christian, Rita Streich, Raimund Grumbach, Bayerisches RSO, dir. Jan Koetsier

La scena culminante del secondo atto riprende il tema antichissimo della “festa interrotta”, aggiungendovi però molti effetti luce e l’intervento dell’elemento magico e divenendo quasi un prototipo per tutte le successive “feste interrotte” romantiche, da quelle dell’Hans Heiling di Marschner a quelle wagneriane del Tannhäuser e del Lohengrin e via dicendo, fino a Schreker. In questa registrazione per la verità manca tutto il gran finale dell’atto, ma in questo momento non ho a disposizione niente di meglio.

E.T.A. Hoffmann: Undine – Atto II – scena della festa

Karl Christian, Rita Streich, Raimund Grumbach, Melitta Muszely, Max Probstl, Bayerisches RSO und Chor, dir. Jan Koetsier