Calendario dei compositori – giorno 18 bis

18 gennaio: César Cui (1835-1918)

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Il fatto che anche oggi ci sia un bis è del tutto casuale e dovuto più che altro a una disattenzione: avevo già preparato il pezzo per il 6 gennaio, ingannato dalla data del calendario giuliano, e non mi andava di buttarlo via.

CÉSAR CUI, nato il 6 gennaio a Vilna, è il meno conosciuto, ma anche il più paradossale e contraddittorio dei compositori del Gruppo dei Cinque. Intanto Cui è rimasto quasi più conosciuto per i suoi scritti d’ingegneria militare o per le sue critiche musicali che per le sue composizioni; in secondo luogo, pur appartenendo al Gruppo dei Cinque, che, come si ricorderà, aveva come base comune la costituzione di uno stile musicale nazionale russo, Cui compone praticamente di tutto, ma quasi mai musica “russa”, e addirittura straccia in alcune sue recensioni proprio i pezzi dei suoi colleghi (tra cui persino la seconda versione del Boris Godunov in una celebre recensione del 1874); in terzo luogo egli, proprio dal punto di vista dell’estetica del gruppo dei Cinque, si scaglia tanto contro la musica occidentalizzata di Čajkovskij, che pure suona molto più russa della sua. Nessuna delle opere di Cui, che pure fu principalmente un compositore d’opera. è rimasta in repertorio, ma ciò è dovuto solo marginalmente alla qualità della musica. Le ragioni sono piuttosto da ricercarsi da un lato nella generale scarsa diffusione oltreconfine del repertorio operistico russo, che fa sì che a tutt’oggi l’unico modo per vedere per esempio un lavoro mirabile come il Semyon Kotko di Prokofiev sia di andare direttamente in Russia; dall’altro nel fatto che Cui non utilizza pressoché mai soggetti russi per le sue opere, il che probabilmente nella grande epoca del Comunismo l’ha estromesso anche dalla programmazione dei teatri russi. È un peccato, soprattutto per me, perché Cui aveva composto un Wilhelm Ratcliff già 25 anni prima di Mascagni, e mi piacerebbe davvero sentirlo…Comunque, a proposito della scelta di soggetti non russi, Cui così scrisse in una lettera a Felipe Pedrell: “Un soggetto d’opera russo non sarebbe minimamente in sintonia con me. Sebbene io sia russo, ho ascendenze mezzo francesi e mezzo lituane e il senso della musica russa non ce l’ho nel sangue.” L’unica opera di Cui ad essere eseguita con una certa frequenza è l’operina per bambini Il gatto con gli stivali.

Nella difficoltà di ridurre un autore così eclettico a un solo esempio musicale, ho deciso di riportarne tre, o meglio due più una curiosità.

Il primo esempio è un piccolo ciclo di mélodies in francese intitolato La Mer, parte del ciclo molto più grande delle 20 poesie di Jean Richepin op.44 (1890), in uno stile fin-de-siècle molto più vicino a Debussy e Schreker che non a Rimsky-Korsakov. L’ultimo di questi cinque pezzi mi fa venire i brividi tutte le volte che lo riascolto.

César Cui: da 20 poesie di Jean Richepin, op.44: La Mer I. Larmes II. La Falaise III. Oceano nox IV. Les Songeants V. Adieu-vat!

Céline Laly, Emmanuel Christien @Enphases

Il secondo esempio è la Suite n.4 per orchestra “À Argenteau” (1887), che in realtà risulta dall’orchestrazione di di Alexander Glazunov di alcuni dei 9 pezzi caratteristici che formavano la suite originale per pianoforte. Non trovando alcuna registrazione dell’originale per pianoforte, riporto comunque questa, soprattutto per la citazione evidentissima dal Tristan und Isolde nel bel mezzo del primo movimento, preceduta tra l’altro da una citazione mascherata dall’Eugenio Oneghin, nonché per l’esotismo russo-spagnolo della Sérènade.

César Cui: Suite per orchestra n-4 “À Argenteau” I. Le cèdre II. Sérénade III. La petite guerre IV. À la chapelle V. Le rocher

Czeho-Slovak Radio Symphony Orchestra (Bratislava), dir. Robert Stankovsky @ Russian classical music composers

Infine una curiosità: la breve cantata del 1913 per la celebrazione dei 300 anni della dinastia dei Romanov. Solo cinque anni dopo di questa gloriosa dinastia non restava  più nulla.

César Cui: Cantata a commemorazione del trecentesimo anniversario del regno della casa dei Romanov, 1613-1913, op.89

Symphony Orchestra of the Moscow State Philharmonic, dir. Yuriy Simonov