Calendario dei compositori – giorno 14

14 gennaio: André Bloch (1873-1960)

“Qui si parrà la tua nobilitate…”

Il problema, nel voler compilare un calendario dei compositori basato solo sulle nascite, è che possono capitare giorni (come appunto questo) in cui i pochi nomi disponibili appartengono tutti a illustri sconosciuti. Ma precisamente in questo consiste l’idea del mio progetto: il necessario accostamento tra nomi di differente livello, la panoramica che di necessità spazia dai pilastri della storia della musica fino agli illustri sconosciuti – tutto questo porta a un allargamento del panorama che io sento come assolutamente vitale e stimolante. Nel caso specifico dell’oscuro compositore di cui parlo oggi (di necessità, mancandone sostanzialmente altri che non fossero ancora più oscuri) si ha poi un risvolto particolarmente positivo, con l’inaspettata aggiunta di un altro titolo al mio già larghissimo repertorio di opere da ascoltare composte nel “tempo di Schreker” (#schede d’opera). Di compositori oscurissimi la mia lista è stracolma, ma questo finora mi era sfuggito!

ANDRÉ BLOCH nasce il 14 gennaio 1873 a Wissemburg, un paesino al confine con la Germania e più vicino a Karlsruhe che a Strasburgo. Dal cognome e dal luogo si può presumere che la sua famiglia fosse di origini alsaziane ed ebraiche, come accade per il suo ben più famoso omonimo André Bloch di Besançon, un matematico nato 20 anni dopo. Già, perché a oscurare ulteriormente il nostro compositore, oltre al suo più famoso collega svizzero Ernst Bloch, ci mancava solo un omonimo matematico… Comunque, per quanto riguarda le origini ebraiche, il nostro André Bloch fu (tra le molte altre cose) direttore del coro di due sinagoghe di Parigi e compose nel 1948 una Suite palestinienne per violoncello e orchestra (al tempo in cui il termine “palestinese” non significava necessariamente qualcosa di diverso da “ebreo”…). André fu spedito giovanissimo a studiare al Conservatorio di Parigi (forse la sua era una famiglia di musicisti?), dove già dal 1883 (quando aveva solo 10 anni!) cominciò a collezionare premi. Al Conservatorio studia con Ernest Guiraud e Jules Massenet. Nel 1892 concorre al Prix de Rome e ottiene, a pari merito con Henri Büsser, il secondo premio (il primo quell’anno non venne assegnato); nel 1893 vince il primo premio con la cantata Antigone e dal 1898 è insegnante di armonia al Conservatorio – un percorso totalmente accademico, insomma. Pare che abbia raggiunto la notorietà come compositore attraverso le opere. Una sua prima opera-fiaba, Une nuit de Noël, composta nel periodo romano (cioè tra il 1894 e il 1898), fu rappresentata solo nel 1922. A questa fece seguito nel 1909 una seconda (Maïda), mentre nel 1925 fu rappresentata una sua terza opera-fiaba, Brocéliande (acclusa qui), che però a questo punto non so quando sia stata composta. L’opera successiva (l’ultima per teatro) si distacca parzialmente dal genere ed è un racconto di cappa e spada, Guignol, scritta per l’Opéra Comique nel 1939 ma rappresentata solo nel 1949 (Bloch era comunque un ebreo nella Francia occupata dai nazisti). Nel mezzo lo troviamo curiosamente come librettista di un’opera comica di un certo Pierre-Octave Ferraud, Chirurgie (1928). Negli anni seguenti si distingue come rappresentante di una produzione strumentale decisamente “inattuale”, ma comunque ben scritta e gradevole.

Sua anche una parziale riorchestrazione di Les Contes d’Hoffmann per una rappresentazione a Monte Carlo nel 1904.

L’opera-fiaba Brocéliande, nonstante il nome rimandi alla foresta in cui, secondo la leggenda, la Dama del Lago avrebbe imprigionato Merlino, narra sostanzialmente la storia della Bella Addormentata. Nonostante il fatto che l’esecuzione presentata qui sia accompagnata solo dal pianoforte (e occasionalmente da un violino), la musica scorre in maniera estremamente gradevole ed elegante. Segnalo due passaggi: l’inizio, coi versi aristofaneschi delle rane (7:24), e la grande scena della strega (la Fata Carabosse), col sortilegio dell’arcolaio e il successivo grande sonno “pentatonico” (da 38:30).

André Bloch: Brocéliande

La Cie de L’Oiseleur @ Jac L’Oiseleur

Denneriana (praticamente l’unico pezzo di Bloch oggi eseguito con una certa frequenza) è un delizioso piccolo brano per clarinetto e pianoforte con accenti vagamente orientali, dal 1938 selezionato come solo da concorso per il Conservatorio di Parigi. Bloch fu anche un discreto rappresentante dell’orientalismo, ed è (perlomeno per me) un peccato che questo sia l’unico pezzo suo in questo stile di cui si trovi una registrazione. Oltre alla già citata Suite palestinienne ci sarebbe difatti anche un “croquis d’orient” per violoncello e orchestra, Les Maisons de l’éternité.

André Bloch: Denneriana

Jos van Immerseel (pf.), Lisa Shklyaver (cl.) @ Muzikay

Infine, questo Concerto-Ballet avec piano principal (1943) deve probabilmente il suo bizzarro titolo al miscuglio di accenti jazz e valzer, soprattutto nel finale. Ho trovato particolarmente suggestivo il movimento centrale, che nel suo incipit mi ha fatto subito pensare a una lontana citazione mahleriana (6:13).

André Bloch: Concerto-Ballet avec piano principal

Sondra Bianca (pf.), dir. Hans-Jürgen Walther @ collectionCB3