Calendario dei compositori – giorno 13

13 gennaio: Vasily Sergeyevich Kalinnikov (1866-1901)

Vasily Kalinnikov

VASILY KALINNIKOV nasce il 13 gennaio 1866 (ovvero il 1° gennaio del calendario giuliano, rimasto in uso in Russia fino alla Rivoluzione d’Ottobre – che difatti avvenne in Novembre, ma tant’è…) a Voïna o Voiny, un villaggio talmente sperduto, che non mi è riuscito di trovarlo su google maps (in russo sarebbe  Воины, che a quanto pare vuol dire “guerrieri”) – comunque da qualche parte vicino a Orël, che è a sua volta vicino a Mcensk (la famosa città della Lady Macbeth di Shostakovich). Essendo figlio di un burocrate (o di un poliziotto, secondo un’altra fonte – non ho avuto modo di controllare), poté studiare al Seminario teologico della vicina cittadina, dove sì manifestò il suo talento musicale. Proseguì gli studi al Conservatorio di Mosca, che dovette però abbandonare perché non era in grado di pagarne la retta. Riuscì comunque a farsi strada nella vita musicale di Mosca e da un lato fu abbastanza fortunato da entrare in contatto con compositori come Ciaikovsky e Rachmaninov, che lo aiutarono nelle sue vicissitudini economiche, mentre fu  dall’altro decisamente sfortunato, in quanto si ammalò di tubercolosi e nel 1893 dovette trasferirsi nel clima più mite della Crimea. La sua Prima Sinfonia in sol minore, composta c a Jalta (1894-95), ebbe un successo notevole e fu eseguita nel giro di breve tempo anche a Vienna e a Berlino. Egli fece in tempo a comporre una Seconda Sinfonia (1895-97) e a progettare l’opera Nell’anno 1812 (1899-1900), della quale però arrivò terminare solo il Preludio. Morì di tubercolosi, alla soglia del trentacinquesimo compleanno, l’11 gennaio 1901.

Nella sua semplicità e nel suo sostanziale slancio ottimista, pur con venature malinconiche, la musica di Kalinnikov si trovò casualmente a rappresentare perfettamente gli ideali estetici dello stalinismo, cosa che ne favorì una prepotente rinascita a partire dagli anni Trenta – ma, a di là di questo, il motivo della notevole diffusione delle sue due sinfonie diventa chiaro non appena ci si accosta a questi piccoli gioielli, di una purezza, dolcezza e musicalità commoventi, e al contempo strutturati in maniera perfetta. Una cosa rara.

Vasily Kalinnikov: Sinfonia n.1

NBC Symphony Orchestra, dir. Arturo Toscanini, 1943

Una curiosità riguarda la sua Ouverture Bylina: Poema epico (1893), un passaggio della quale (al minuto 10:03 della presente registrazione) coincide con le prime battute dell’Inno Sovietico di Alexander Alexandrov (1883-1946). Il plagio però non può essere provato, in quanto l’Ouverture di Kalinnikov fu ricostruita dalla parti orchestrali ed eseguita per la prima volta nel 1950, quando Alexandrov era già morto.

Vasily Kalinnikov: Ouverture Bylina

The USSR State Symphony Orchestra, dir. Eugeniy Sveltanov
@ John Koldowski

Aggiungo come bonus una delle ultime composizioni di Kalinnikov, Il cedro e la palma (1897-98), un poema sinfonico ispirato a una poesia di Heinrich Heine (che in realtà parla di un pino). Trovo affascinanti gli echi di Bruckner e Puccini in questa composizione, anche se quasi certamente si tratta solo di coincidenze.

Vasily Kalinnikov: Il cedro e la palma

Royal Scottish National Orchestra, dir. Neeme Järvi @Chandos