Calendario dei compositori – giorno 8

8 gennaio: Sigismund Thalberg (1812-1871)

@ Henri Grevedon – Bibliothèque nationale de France

SIGISMUND THALBERG nasce l’8 gennaio 1812 a Pâquis, nei pressi di Ginevra. Figura a tutt’oggi controversa, fu un osannato maestro di un certo pianismo brillante acrobatico, famoso per le sue fantasie su temi d’opera, ma anche un compositore ben più raffinato di quanto una successiva storiografia denigrante abbia voluto far credere. Vanno anche svecchiate un paio d’informazioni che si trovano ancora nel DEUMM. Intanto, la storia per cui egli sarebbe stato un figlio di Joseph Thalberg e Fortunée Stein poi adottato dal Principe Moritz von Dietrichstein e dalla baronessa von Wetzlar è inesatta, poiché i nomi dei genitori sono fittizi e Thalberg era in effetti figlio illegittimo del Principe e della baronessa. Anche la storia per cui Thalberg, nel suo confronto con Franz Liszt, avrebbe riconosciuto la superiorità del “rivale”, pare sia molto più sfumata: i resoconti della stampa lodarono all’epoca Thalberg molto più di Liszt, e il compositore in seguito evitò – saggiamente – ulteriori confronti, assumendo la parte di ammiratore di Liszt, ma in realtà molto sicuro della propria presa sul pubblico. Si ha poi una testimonianza di come Liszt, già ritiratosi dalla propria attività concertistica, abbia assistito nel 1848 pieno di ammirazione a un concerto del “rivale”. Per un certo periodo Thalberg fu anche molto più stimato di Liszt come compositore, tanto che nei suoi concerti egli finì con l’eseguire pressoché esclusivamente opere proprie. La maestria con cui egli nelle sue Fantasie variava o sviluppava in senso polifonico temi da opere famose, aggiungendovi non di rado materiale cromatico e circondandoli di musica propria, dalla quale le citazioni emergono solo a tratti, finì sostanzialmente col dar luogo a un genere musicale nuovo, che andava al di là del semplice virtuosismo, come dichiarò lo stesso Berlioz.

Alcuni pezzi di Thalberg suscitarono l’ammirazione di Mendelssohn, altri entrarono nel repertorio concertistico di Clara Schumann e dello stesso Liszt. Nondimeno, ogni qualvolta Thalberg cercò di uscire dall’ambito del virtuosismo brillante per dedicarsi a progetti più ambiziosi, come la Grande Sonata op. 56 (1844), fu massacrato dalla critica. Negli anni Cinquanta dell’Ottocento egli tentò anche due volte la via dell’opera, ma senza successo. Ritiratosi nella sua villa di Posillipo, Thalberg cessò l’attività musicale nel 1863, dedicandosi alla vinicultura, per la quale vinse anche un premio. Alla sua morte aveva collezionato un’enorme raccolta di autorgrafi di compositori

Le molteplici fantasie su temi d’opera sono molto gradevoli e anche relativamente facili da trovare in rete, e la polemica sorta nel 1837 tra Liszt e Fétis riguardo all’effetto delle “tre mani” (basso, arpeggi e melodia al centro) nella Fantasia op.33 su temi dal Mosé in Egitto di Rossini (una cui esecuzione può essere eventualmente ascoltata qui) è molto intrigante, ma a me qui interessa più mettere in luce quanto ci sarebbe ancora da scoprire riguardo a questo compositore ancora abbastanza misconosciuto, per questo ho scelto altri pezzi.

Il Thême et Étude op. 45 (1842) fu una delle composizioni più celebrate di Thalberg e ha il pregio di riunire in un pezzo solo brevità, invenzione melodica e ricerca tecnica di particolari effetti alla tastiera- come quello dell’impressione di una voce che stia cantando in vibrato assieme al pianoforte.

Sigismond Thalberg: Thême et Étude op. 45

Stefan Burkhardt @Verlagsgruppe Kamprad

Dallo stesso CD (che, by the way, può essere acquistato qui) ho deciso di riportare qui anche un piccolo Lied. L’attività liederistica di Thalberg passa purtroppo in secondo piano rispetto ai suoi pezzi brillanti – eppure ciò che mi è capitato di sentire mi fa pensare che sarebbe opportuno riscoprire questo lato di Thalberg.

Sigismond Thalberg: aus Sechs Deutsche Lieder, Siebentes Heft, Op.29: No. 5, Sommernacht

Manja Raschka, Stefan Burkhardt @ Verlagsgruppe Kamprad

Come bonus aggiungo questo delizioso Trio op.69, purtroppo un unicum nel catalogo del compositore.

Sigismond Thalberg: Trio per pianoforte, violino e violoncello, op.69

Göbel Trio Berlin: Horst Göbel, Hans Maile, Rene Forest

(Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente il violinista Hans Maile, e sono molto felice di postare qui qualcosa di suo.)