Calendario dei compositori – giorno 6 bis

6 gennaio: Alexander Skrjabin (1872-1915)

Naturalmente il 6 gennaio corre l’obbligo di ricordare soprattutto ALEXANDER SKRJABIN. Nato a Mosca nel 1872, questo visionario compositore e pianista ha lasciato un’impronta decisiva nella storia della musica come rappresentante del simbolismo musicale. La madre era già una pianista di talento, che, pur essendo morta appena un anno dopo la nascita del figlio, esercitò lo stesso un influsso di riflesso sul destino musicale di lui. Il maestro della madre era difatti il compositore Anton Rubinstein, il quale s’interessò subito ad Alexander, raccomandando alla sorella di “non costringerlo”. Questa mancanza di costrizioni è quasi uno dei principi cardine della musica di Skrjabin, che non segue le vie tradizionali e si espande in tutte le direzioni abbattendo ogni confine prefissato. Egli sviluppò così un linguaggio musicale unico, intriso di misticismo, nel tentativo costante di collegare lo Spirito del Mondo con la materia inerte in un atto erotico capace di dare vita a un Universo più grande (il che mi ricorda un po’ Stockhausen…). Ogni sua composizione è quindi quasi un’azione preliminare per qualcos’altro che dovrà realizzarsi. Nell’ottica dell’abbattimento dei confini si situano anche il suo atteggiamento rivoluzionario nei confronti dell’armonia (che si sviluppa in senso atonale), della forma (che abbandona le categorie tradizionali per arrivare a una sorta di combinazione di sezioni “attive” e “passive”) e del suono, che si espande anche ad associazioni sinestetiche. Famoso per esempio il clavier à lumières “Luce” previsto nella partitura del poema sinfonico Prométhée ou le poem du feu (1910 e che doveva accompagnare le varie fasi del pezzo con la proiezione di determinati colori. Il culmine di tale atteggiamento lo raggiunse nel gigantesco progetto dell’opera mistica Mysterium, totalmente sinestetica, in cui non erano previsti spettatori ma solo partecipanti, con orchestra, coro, effetti visivi e danzatori in un’atmosfera monumentale, libera e cangiante – un’opera da rappresentarsi per una settimana ai piedi dell’Himalaya, subito prima della fine del mondo….

Sono particolarmente affezionato tanto al brano che accludo qui quanto a questa particolare esecuzione. Il famoso accordo mistico per quarte che apre la composizione, che ha sempre suscitato su di me un fascino incredibile e che viene direttamente dal mondo del Tristan und Isolde, trova un suo riflesso anche nella musica di Schreker, in particolare in Vom ewigen Leben. Tutto si unisce e si schiude allo stesso tempo a nuove possibilità.

Alexander Skrjabin: Prométhée ou le poem du feu op.60

Wolfgang Saschowa (pf.), Radio-Sinfonie-Orchester Frankfurt, dir. Eliahu Inbal @Philips